lunedì 13 settembre 2010

PanArmenian comunica

  Il "gigante" da mangiare
     
       L’11  settembre nella capitale armena Yerevan si  è tenuta la cerimonia ufficiale dell’assegnazio-
ne del certificato Guinness World Record alla società armena Grand Candy, autrice della barretta di cioccolato fondente più grande al mondo (lunga 5,6 m, larga 2,75 m, alta 25 cm) per la preparazione della quale i cioccolatieri armeni hanno faticato per 4 giorni. Questo è il primo record industriale armeno.
      Il proprietario della Grand Candy ha detto che l’idea della barretta (non ci fate caso al diminuitivo) è legata al nome stesso dell’azienda e al decennio della sua attività. In quest’occasione il 16 ottobre tutti sono invitati in piazza principale della capitale ad assaggiare il cioccolato e a partecipare ai grandi festeggiamenti. Nel frattempo “il gigante” sarà conservato nell'ambiente adatto per mantenere intatte le sue qualità.
      A proposito, il precedente record, datato 2007, appartiene all’Italia con il suo “lingotto” marrone scuro da 3 tonnellate 580kg.

giovedì 9 settembre 2010

Lo Stonehenge armeno

Antichi osservatori di  Qarahunge e Metsamor

      L’area archeologica Qarahunge, il cui nome deriva dalle parole qar – pietra e hunge – voce, suono, è situata sul promontorio roccioso di 1770 m slm, a 3 km dalla cittadina Sisian e a 200 km dalla capitale armena. Per molti decenni  si è pensato che custodiva i resti di una necropoli e del tempio dedicato al dio Ar - dio Sole - la maggior divinità degli Armeni.
      Solo a metà degli anni ‘80 è apparsa per la prima volta l’ipotesi di un monumento archeoastronomico. Il 29 luglio del 2004 con decreto parlamentare il sito è stato ufficialmente rinominato Osservatorio di Qarahunge.
      Il complesso megalittico ingloba  223 grandi pietre verticali di forma triangolare, 84 delle quali hanno buchi di diametro 4-5 cm nella loro parte superiore. Ci si può trovare una dozzina di strumenti astronomici in pietra di precisione 30 arcsec. 40 pietre formano un ellisse centrale di 45X36 m di grandezza con un grappolo di macigni al suo centro. Mentre, orientata verso nord est, si estende una fila di 8 pietre.che avrebbero permesso di identificare la direzione dei corpi celesti e di calcolare il giorno del solstizio d’estate. Si pensa che l’osservatorio fu in uso per 5500 anni (7700-2200).
Qarahunge
Metsamor
      Proprio questa settimana sul posto sono arrivati i ricercatori del programma scientifico “Stars&Stones 2010” della spedizione organizzata dall’Università di Oxford e dalla Royal Geographical Society. Il Qarahunge  che ha circa 7500 anni è più antico del britannico  Stonehenge di 3500 anni. La sorprendente somiglianza con Stonehenge fa pensare che i loro creatori erano portatori di cultura e conoscenze astronomiche molto simili, e che tutti e due i complessi fungevano da  osservatorio. Metsamor è un altro osservatorio antico sul territorio dell’Armenia moderna  L’omonima città fortezza, 35 km a sud ovest dalla capitale armena, occupava un colle vulcanico e i territori sottostanti al centro della pianura dell’Ararat. Gli scavi iniziati nel 1965 e ancora in corso, testimoniano che già nella prima parte dell’età del bronzo (fine IV – III m. a.C.) quest’area di 10,5 ettari, comprendeva una roccaforte dalle mura ciclopiche e un osservatorio-ziggurat fuori dalle mura.
       Senza dubbio, Qarahunge e Metsamor hanno bisogno dei maggiori studi e dell’adeguato supporto da parte del governo armeno e della comunità scientifica internazionale.

mercoledì 8 settembre 2010

L'astronomia armena

      L’Armenia è uno dei centri più importanti di astronomia. Le tracce dell’attività astronomica sul suo territorio moderno si possono trovare nell’arte rupestre (numerosi petroglifi raffiguranti il sole, la luna,  corpi celesti e costellazioni), nei resti degli antichi osservatori (Qarahunge e Metzamor), nell’antico calendario Armeno, nei numerosi termini e nomi astronomici utilizzati in lingua armena sin dal II-I millennio a.C., nella mappa celeste risalente al Medievo. Questa antichissima tradizione oggi continua con l’attività di uno dei più grandi osservatori moderni dell’area ex sovietica : l’Osservatorio Astrofisico di Byurakan.
Petroglifi rappresentanti costellazioni
      Le costellazioni: si pensa che la divisione del cielo in costellazioni avvenne alcuni millenni fa sull’altopiano Armeno. Secondo l’astronomo e storico della scienza Olkott, i segni zodiacali riproducono gli animali che abitavano all’epoca il territorio armeno e i suoi dintorni. Inoltre, molte costellazioni hanno i propri nomi armeni diversi da quelli greci, anche se con quest'ultimi  hanno un significato affine.
      Il calendario Armeno: gli Armeni usavano il calendario lunare e in seguito lunare e solare, che verso la metà del I millennio a.C. fu trasformato in calendario solare. La datazione del calendario comincia dall’anno 2492 a.C. in cui secondo la leggenda, il progenitore degli Armeni, Hayk, sconfisse in battaglia il tiranno Bel, uccidendolo. Il calendario era composto di  365 giorni (12 mesi di 30 gg. e un mese aggiuntivo di 5 gg.). Così come i mesi, anche i giorni avevano i propri nomi che corrispondevano ai nomi dei figli o discendenti di Hayk. L’anno nuovo cominciava con Navasard (corrispondeva all’11 agosto), quando si avviava la raccolta dell’uva e la costellazione Orione (l’armena “Hayk”) diventava visibile nel cielo notturno. Il grande calendario Armeno fu introdotto nel VI sec. ricalcolando la differenza con quello Giuliano.
Badalian H.S. 1970, History of Calendar, Publishing House of the Armenian Academy of Sciences, Yerevan, (in Armenian).
Broutian G.H. 1997, The Armenian Calendar, Echmiatzin Publishing House, Echmiatzin, 560p. (in Armenian)
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venerdì 6 agosto 2010

PanArmenian comunica

30.07.2010
Atom Egoyan
“Il regista canadese di origini armene Atom Egoyan (ndr: autore del film “Ararat”, 2002, Canada) ha intenzioni di produrre, in collaborazione con i registi turchi, il film tratto dal romanzo “Neve” del Premio Nobel per la Letteratura Ohran Pamuk”. Così ha comunicato il quotidiano turco  Hürriyet.
“Mi farà tanto piacere fare il film basato sul libro di Ohran Pamuk, e il progetto comune sarà un buon passo verso il dialogo” ha sottolineato il regista.
Riferendosi alla questione del genocidio degli Armeni il regista canadese  ha affermato che l’Armenia e la Turchia devono discutere sugli eventi  del 1915 senza mediatori. “Siccome noi non lo facciamo, l’Occidente sfrutta le nostre ferite per gli scopi politici” ha aggiunto Atom Egoyan.
Per l’attuale situazione nei rapporti turco-armeni l’apertura dei confini fra l’Armenia e la Turchia, secondo il regista, consoliderebbe la pace nella regione e garantirebbe le condizioni per il dialogo.

giovedì 5 agosto 2010

Lingua e cultura armena in Italia

         Vi segnalo quest'iniziativa promossa e comunicata dall'Associazione Padus-Araxes. 
                                                                                     
Sala degli Specchi (Palazzo Zenobio, Venezia)
        "Il Corso intensivo estivo di Lingua e Cultura Armena dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che dall’agosto 1986 si ripete ogni anno senza interruzione, organizzato dall’Associazione culturale Padus-Araxes, sotto l'egida del Dipartimento di Studi Eurasiatici di Ca' Foscari, festeggia quest’anno il suo venticinquesimo anniversario. Il 13 e il 15 agosto sono in programma particolari iniziative accademiche ed artistiche per celebrare questo felice evento.
        Il 13 alle ore 17, presso la magnifica Sala degli specchi di Ca' Zenobio, lo storico Collegio Moorat-Raphael dei Padri Armeni Mechitaristi, si terrà la celebrazione accademica con  la prolusione del vice-presidente dell'Accademia Nazionale delle Scienze della Repubblica d'Armenia, l'accademico Prof. Vladimir Barkhudaryan, e la lectio magistralis del relatore particolarmente invitato per la circostanza, il Prof. Harutiun Kurkdjian. Seguirà un programma artistico di canti armeni e di altre tradizioni musicali con la partecipazione della soprano Rosine Tachdjian Atamian, del baritono Mkrtitch Mkrtchyan e della pianista Justin Rapaccioli.
        Il 15 agosto, festa dell'Assunta, all'Isola di San Lazzaro dei Padri Armeni in Laguna, dopo il Pontificale e la tradizionale benedizione dell'uva e il buffet offerto dai Padri avrà luogo alle 14.30 un concerto di canti religiosi e popolari armeni e di alcuni autori occidentali con la partecipazione dei medesimi artisti e del dudukista Aram Ipekdjian e della corale Padus-Araxes dei partecipanti del Corso.  
        Con la presente sono invitati amici e simpatizzanti a onorare con la loro presenza la ricorrenza."

Non perdete l'occasione di visitare questa "isola" d'armenità.
                                                                                                 


mercoledì 4 agosto 2010

SERJ TANKIAN a Yerevan

     Il 12 agosto a Yerevan si terrà il concerto del cantante rock americano Serj Tankian, uno dei personaggi più importanti dell’indie hard-rock degli ultimi anni. Lui è l’ex cantante dei System of a Down, una band alternative statunitense i cui componenti, sono tutti di origine armena, anche se nati nei paesi più disparati (Armenia, Iran, Libano, Usa). La loro musica è contraddistinta da un grande impatto sonoro dalle caratteristiche metal mentre i testi, da un profondo impegno politico.
     Alla prima di Tankian in Armenia, sarà invitato come ospite speciale il gruppo rock americano VIZA. Secondo Tankian i Viza sono uno dei gruppi più rari ed interessanti che lui abbia mai incontrato. “Loro fanno un lavoro eccezionale, combinando la musica occidentale e orientale e i loro concerti sono pieni di allegria e di energia” sostiene il musicista.
     I Viza hanno cominciato la sua attività nel 2005. Il gruppo è composto da 9 artisti - armeni e non. Uno dei suoi membri è il nipote del maestro di duduk (oboe armeno) Givan Gasparyan e porta il suo nome.
     Nei primi di luglio “l’uragano” Tankian è passato anche a Roma e a Milano lasciando dietro di sé una lunga scia di fan in delirio, col suo “Elect The Dead Symphony”, il primo album da solista  che è la reinterpretazione in versione sinfonica dei maggiori successi dei SOAD in compagnia  dei 45 orchestrali della Filarmonica Italiana.
     Una voce ricca di tonalità, travolgente e piena di temperamento (direi armeno), così come il suo modo di muoversi e di comunicare con il pubblico, che ne rimane ammaliato.

lunedì 2 agosto 2010

La fede degli Apostoli

Catedrale di Echmiadzin
Gli Armeni godono “il primato” del primo popolo che si convertì alla religione cristiana nel 301 anticipando di tanto l’editto di Teodosio del 380 che dichiarava il cristianesimo la religione di stato dell’impero Romano. Secondo la tradizione ecclesiale furono gli apostoli Taddeo e Bartolomeo a evangelizzare il popolo armeno. 
La chiesa Apostolica Armena, una delle Chiese orientali antiche, è chiamata anche Gregoriana dal nome di Gregorio Illuminatore, il suo fondatore. Veniva dalla terra dei Parti. Sopravvisse a una lunga prigionia per mano del re pagano Trdate III in una grotta piena di serpenti, dove aveva solo un po' di pane gettato da una donna, illuminata da spirito santo. In seguito guarì il re e convertì quest'ultimo e tutto il popolo al cristianesimo. Nel 301, secondo gli annali, San Gregorio ebbe una visione di Cristo che scendeva dal cielo e colpiva il suolo con un martello d'oro per mostrare il luogo dove sarebbe dovuta essere costruita la Cattedrale. Quindi il fondatore diede alla chiesa e alla città il nome di Echmiadzin, che significa "il luogo dove discese l'Unicgenito". Il capo supremo della chiesa armena, Cathólicos (in greco - patriarca), risiede nella città sacra di Echmiadzin, a 20 km dalla capitale armena. Le altre due sedi patriarcali si trovano a Gerusalemme e a Costantinopoli (Istambul). L’attuale Catholicos di tutti gli Armeni è Gareghin II.
Per saperne di più visitate il sito della Chiesa Armena Apostolica d'Italia.